NOVITA' del Intervista alla dott.ssa S. Pappalardo
Coppie infertili, chi non sta con il sì deve tacere

Si chiamano "Amica cicogna", "Margherita onlus", "Infertility": sono alcune delle associazioni italiane che raccolgono coppie infertili e che alimentano siti Internet di discussione sui temi della procreazione assistita. Quasi tutti sono schierati per il si. Alcuni, come "madreprovetta.org", aderisce al Comitato promotore dei referendum, altri, come "cercounbimbo.net", fin dalla home page reclamizzano il "si". Unica voce fuori dal coro è quella di "Fertilità onlus", associazione "di coppie per vincere l'infertilità", guidata da Sebastiana Pappalardo, bionda genetista passata in prima persona attraverso difficoltà procreative, tanto che prima è diventata mamma adottiva e poi, come per magia, è rimasta incinta naturalmente (www. fertilitaonlus.org). L'associazione è nata a Roma nel 2000 e oggi conta 800 iscritti. Proprio per questa sua neutralità, che è nei fatti un sostegno sostanziale alla legge 40, "Fertilità onlus" ha ricevuto alcune e-mail minacciose. "Ci accusano di essere poco combattivi", spiega la Pappalardo. "La differenza sostanziale è che le altre associazioni tendono ad agire sul piano politico, mentre noi non ci schieriamo. Il nostro obiettivo è essere al fianco delle coppie e seguirle nel loro percorso terapeutico. Pensiamo comunque che lo strumento del referendum sia inadeguato; se vincessero i si, verrebbe a cadere l' impianto fondamentale della legge 40, che noi riteniamo corretto. Piuttosto, per perfezionare la normativa pensiamo che sia più utile agire negli spazi lasciati aperti dalla legge". L'esperienza di Sebastiana Pappalardo insegna che l' infertilità si può affrontare e risolvere nella stragrande maggioranza dei casi. La sterilità assoluta riguarda in gran parte persone che hanno subito chemio o altre terapie pesanti che hanno comportato un degrado dei gameti. "In questi casi è necessario che i malati in età fertile siano informati e aiutati a congelare i loro gameti - sperma o ovuli - per poterli utilizzare all' interno della coppia in un secondo momento". Sull' eterologa l'esperienza ha insegnato alla dottoressa Pappalardo che troppo spesso i padri o le madri non biologici si sono tirati indietro, hanno cioè allontanato un figlio che non sentivano come loro. "Per questo credo che la legge 40 ponga correttamente il divieto all'eterologa", conclude la biologa. (A.Ma.)

AVVENIRE 28 Maggio 2005

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Pagina aggiornata al 14/01/2008

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