TECNICHE DI FECONDAZIONE
terapia per l'anovulazione
stimolazione ovarica
inseminazione intrauterina
terapia chirurgica
fivet
icsi
tese

Fivet

E' la tecnica basilare di Riproduzione Assistita.

Quando si fa:
nei casi di :
infertilità tubarica
infertilità inspiegata
infertilità maschile moderata.

Perché si fa:
Per far superare all'embrione l'ostacolo di tube assenti, chiuse o danneggiate.
Per avvicinare al massimo gli spermatozoi migliori all'ovocita da fecondare.
Quando altre tecniche più semplici hanno fallito.

Come si fa:
Si sviluppa in 4 fasi

1) Stimolazione ovarica per far crescere i follicoli In pratica è simile a quella descritta nella stimolazione ovarica per l'infertilità inspiegata, ma più intensa in quanto è necessario far sviluppare un maggior numero di follicoli . Il monitoraggio richiede in questo caso un numero elevato di ecografie e prelievi di sangue.

2) Prelievo degli ovociti (pick-up). Introdotta la sonda vaginale (la stessa usata per il monitoraggio follicolare) si pungono i follicoli ovarici mediante un ago connesso alla sonda in modo preciso: la traiettoria dell'ago può essere così perfettamente seguita sullo schermo. Centrati i follicoli si aspira il liquido in essi contenuti, che viene immediatamente esaminato in laboratorio per il recupero degli ovociti. Questa procedura è ambulatoriale, si esegue in anestesia locale o con una leggerissima anestesia completa e dura 10-15 minuti. Dopo il prelievo la paziente rimane sotto osservazione 1 - 2 ore prima di tornare a casa

3) Inseminazione e fecondazione. Gli ovociti vengono subito esaminati per la valutazione del grado di maturità immersi in un liquido speciale di coltura e trasferiti per alcune ore in un particolare incubatore a 37° (la temperatura corporea della donna). Successivamente gli ovociti vengono inseminati ossia vengono messi a contatto con gli spermatozoi. La loro preparazione è simile a quella descritta per l'inseminazione intrauterina Con l'ingresso di uno spermatozoo nell'ovocita inizia il lungo processo di fecondazione che dopo circa 20 ore porterà alla fusione del "pronucleo" materno e di quello paterno: a seguito di ciò si forma lo "zigote" cioè l'embrione costituito da una sola cellula. Dopo circa 44 ore dal prelievo degli ovociti l'embrione, che a questo punto di norma raggiunge lo stadio di 2-4 cellule, è pronto per essere trasferito nell'utero della donna. Il transfer può essere eseguito anche ad uno stadio più avanzato di sviluppo embrionale, fino a 5 o 6 giorni dalla fecondazione , "blastocisti" 
In pratica si cerca di ottenere la fecondazione di più ovociti in modo da trasferire più embrioni per aumentare le probabilità di gravidanza.

4) Trasferimento degli embrioni (transfer). Viene effettuato in genere due o tre giorni dopo il prelievo ovocitario. E' una procedura molto semplice per la donna ma di massima attenzione per il medico e somiglia molto a quella dell'inseminazione intrauterina. Uno o più embrioni, sospesi nella goccia di uno speciale liquido sono aspirati in un tubicino di plastica (catetere) e delicatamente inseriti nell'utero. Il procedimento non è doloroso e richiede una decina di minuti. Dopo 30-60 minuti di riposo la paziente può tornare a casa. Nei giorni successivi al transfer si può continuare una vita normale. Dopo 10-12 giorni è possibile eseguire il test ematico di gravidanza (beta -HCG nel sangue).

I risultati:
L'argomento dei risultati della FIVET è complesso e delicato.
Infatti essi dipendono da molti fattori, quelli più importanti sono: la qualità del Centro e le caratteristiche della coppia, in particolare l'età della donna. Anzitutto definiamo che i risultati dovrebbero essere rappresentati come percentuali di gravidanze concluse con la nascita di bambini per tentativo di FIVET effettuato. In funzione di questi fattori le percentuali di gravidanze concluse con bambini nati possono variare molto. Dai dati raccolti nei Centri europei di Riproduzione Assistita si calcola una media del 23,2 %. 
Dopo i 35 anni di età i risultati si riducono molto ed ancor più dopo i 40; naturalmente le probabilità complessive di avere un figlio per una coppia aumentano con il numero di tentativi eseguiti, per questo è opportuno programmare un certo numero di tentativi per ottenere buone probabilità di successo. 

I rischi:
Iperstimolazione gravidanze gemellari, infezione pelvica (molto rara), emorragie (rarissime).

Impegno richiesto alla coppia:
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Pagina aggiornata al 14/01/2008

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